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Il Clan Ventrue

“A fonte puro pura defluit aqua.” – “Da una fonte pura sgorga acqua pura.” Detto romano.

Il Clan fa risalire le sue origini a Remo ma, a differenza del mito tramandato dagli umani, Remo non venne ucciso dal Fratello. Era destino che i due comandassero Roma insieme, uno creando una stirpe di Re per i Cainiti, e l’altro una stirpe di Re per gli umani. Non è un caso se Cesare il Nosferatu prese questo nome: un tributo alla carica creata dallo stesso Giulio Cesare, della gens Julia, casata Ventrue. Moltissimi Patrizi, Imperatori, Comandanti, Senatori dell’antica Roma erano imparentati o ghoul diretti del Clan dei Re. Ed era proprio tra questi che i Ventrue abbracciavano.

Da queste stirpi nobili, originarie dell’antica Roma, i Ventrue continuano ad abbracciare i loro futuri rampolli, cercando di mantenere alta l’influenza della famiglia nel mondo mortale.

Dopo secoli, i cognomi sono cambiati, le proprietà suddivise, ma il Sangue… il Sangue continua a essere di discendenza diretta.

Durante la Notte dei Lunghi Denti, il Senatore Chigi del Clan Ventrue rimase ucciso. Con lui morirono molti altri Nobili. Tra i pochi sopravvissuti vi furono un Infante e un Neonato di stirpe diretta: Alexandra Chigi e Giovanni Raimondo Torlonia.

Grazie alla loro preparazione entrarono a gamba tesa all’interno della corte Cainita e Torlonia, in particolare, ottenne con il tempo sia la Carica di Primogenito del Clan che la carica di Siniscalco. La carica di Siniscalco fu voluta dal Principe in persona e si dice che, malgrado la differenza di Clan, in vita i due fossero imparentati in qualche modo.

Ad ora il Clan è influente e potente, ma richiede ai propri Fratelli solo la perfezione.

Soprannomi: i Nobili, il secondo posto (usato da alcuni infanti per prenderli in giro, perché malgrado si considerino il Clan dei Re, non hanno mai avuto un Principe del loro Clan a Roma).

Zone gestite dal Clan: tutto il centro storico di Roma.

Discipline di Clan: Ascendente, Dominazione, Robustezza.

Difetto di Clan: i loro gusti sono così selettivi che possono sentirsi rifocillati solo nutrendosi di un particolare tipo di Umano.

ventrue

Cainiti influenti:

Ventrue - giovanni torlonia

Giovanni Raimondo Torlonia Siniscalco e Primogenito Ventrue a Roma, Primo della Gerusia del Clan dei Re

Alterius non sit qui suus esse potest – Non appartenga a un altro chi può appartenere a se stesso”

Il suo Sire era Chigi della gens Cornelia, tra le più antiche di Roma, rimasto ucciso durante la Notte dei Lunghi Denti. Rimasto orfano insieme alla sua sorella di sangue, Alexandra Chigi, i due decisero di affrontare la corte romana a testa alta. Presto Torlonia, grazie al suo acume, prese alti posti di potere, diventando prima Primogenito e poi, aiutando l’elezione di Specchio, il primo Principe di Roma, divenne Siniscalco. Spesso il Principe è assente ed è lui che porta le leggi di Specchio all’attenzione di tutti, facendo spesso le sue veci. Si dice inoltre che tra i due, in vita, ci fosse una parentela.

(Disponibile come Sire)

Alexandra Chigi (Ventrue)

Alexandra Chigi

Ad astra per aspera – alle stelle attraverso le difficoltà.”

Il suo Sire era Chigi della gens Cornelia, tra le più antiche di Roma, rimasto ucciso durante la Notte dei Lunghi Denti. Da sempre affianca il fratello Giovanni Raimondo Torlonia come un’ombra, Alexandra Chigi sicuramente gestisce alcune questioni del clan, ma non pubblicamente. La sua indole è fiera e ferma nei suoi intenti.

Raimondo Pierleoni Membro della Gerusia del Clan dei Re

“Aquila non parit columbam – L’aquila non partorisce la colomba.”

Raimondo rappresenta perfettamente il ramo cadetto dei ventrue nell’epoca moderna. Secoli di cavalleria si sono, volenti o nolenti, modernizzati, e il primo di questi fu Raimondo. Allevato da un Sire che considerava importante la spada e dove la parola è tutto: nobile si, ma con un’etica draconiana. Nessuno si merita rispetto se non da rispetto, e Raimondo è lì per ricordare. Ora il Sire è a livelli più alti della jihad, e Raimondo continua ad essere fedele a questa idea, e pretende la stessa morale e fedeltà dai suoi infanti.

(Disponibile come Sire)

Baronessa Adalgisa Odescalchi Pari dell’Aristocrazia del Clan dei Re

“Mel in ore, verba lactis, fel in corde, fraus in factis – miele in bocca, parole di latte, (ma) fiele nel cuore e inganno nelle azioni ”

Adalgisa Odescalchi deve la sua notorietà al fatto che, nel tardo ‘800, fu protagonista di uno scandalo assieme al Lasombra Tancredi La Torre, in quanto iniziò a girare voce che i due fossero coinvolti in una presunta relazione amorosa. Sebbene i rispettivi Clan non diedero inizialmente troppa importanza a tale “oltraggiosa illazione”, la reazione di La Torre fu vista da tutto il Dominio come una palese conferma. Quando quest’ultimo rese noto che il morso della Baronessa Odescalchi fosse portatore di sifilide, e che tale circostanza fosse scaturita dalla sua necessità di nutrirsi esclusivamente da persone sotto l’effetto di droghe oppioidi, ella si ritirò dalla vita pubblica e concentrò la propria rabbia nell’edificazione del proprio impero economico.
Adalgisa Odescalchi è ad oggi tra i più influenti vertici occulti della fitta rete del narcotraffico del Centro Italia. Sceglie le proprie progenie tra gli individui pragmatici e dal senso pratico estremamente sviluppato, che poi addestra personalmente a resistere alle provocazioni verbali ed ad ignorarle, perseguendo i propri scopi senza risentirne.

Ventrue - Agostino Chigi

Il fu Agostino Chigi, ex Senatore Ventrue

“A Deo Rex, a Rege Lex – Da Dio il Re, dal Re la Legge”

Deceduto durante la Notte dei Lunghi Denti, Agostino gestì il Clan a Roma per diversi secoli.

Lascia i suoi infanti Alexandra Chigi e Giovanni Raimondo Torlonia.

Viene ricordato come rigido ma giusto, di gran valore morale e eccellente sia con la spada che con la favella.

Beatrice Valenti, “l’Enologa” Aediles del Clan dei Re

“Aes formae speculum est, vinum mentis – il bronzo è lo specchio della persona, il vino della mente”

Beatrice Valenti, già pochi anni dopo l’Abbraccio avvenuto nei primi dell’800, seppe sfruttare la propria Maledizione in virtù di una mentalità pratica intrisa di attitudine al guadagno. Raccogliendo e soddisfacendo le richieste dei propri consanguinei, costruì il proprio impero a partire dal sangue: da allora soddisfa i palati più esigenti e le richieste ematiche più complesse del suo Clan. Che si tratti di donne bionde, di secondogeniti, di bambini o di anziani, ogni “vino” è disponibile nella sua ricca cantina. Da decenni ormai collabora attivamente con la Tremere nota come “La Dama dei Calici” e sebbene la qualità dei loro “prodotti” sia indiscutibile, coloro che hanno potuto visitare il luogo in cui risiedono le botti” raccontano scene raccapriccianti di esseri umani trattati e tenuti come polli in batteria. Tuttavia, seppur a volte disgustati, i Nobili e i più viziati membri di altri Clan non riescono a fare a meno del servizio che Beatrice ormai fornisce a Roma da più di un secolo. I suoi infanti condividono con lei la freddezza nelle azioni e l’avidità negli intenti e sono tutti caratterizzati da una volontà indomita che li spinge, più di tutto, a raggiungere i loro obbiettivi.

L’Eccelso Marcantonio V Colonna Strategos del Clan dei Re, Duca di Miraglia, Cavaliere dell’Ordine del Toson d’Oro

“Onus est honos – L’onore comporta oneri”

Marcantonio V Colonna, condottiero dal carattere austero e dalla formazione militare inflessibile, divenne vampiro nel 1658. Impegnato fin dai primi anni di non-vita a supportare la famiglia nelle dispute politiche e nelle dinamiche di successione, non fu membro pubblico del dominio di Roma prima degli inizi dell’800. L’Eccelso Colonna concesse alleanza allo scomparso Jago e sebbene l’Anziano Ventrue sia convinto che non sia ancora stato distrutto, sostiene fermamente che tale faccenda debba essere lo stimolo per la riorganizzazione e la rivalsa del clan Brujah. A partire dal secondo conflitto mondiale si è ritirato a non-vita privata, osservando silente il procedere dei tempi. Nessuno sa come contattarlo, ma pare che, negli ultimi quattro o cinque decenni, per ben due volte abbia inviato delle missive per elargire il proprio consiglio ad alcuni Cainiti del Dominio.

Cosa pensano degli altri Clan

Brujah: Carthago delenda est…ma ora il fico è secco, e la cenere fredda. (Cartagine va distrutta)

Gangrel: Caput imperare, non pedes. (A comandare è il capo, non i piedi)

Giovanni: Pecunia non olet (il denaro non puzza)

Lasombra: Stat magni nominis umbra (resta l’ombra di un grande nome)

Malkavian: Medice, cura te ipsum (Medico, cura te stesso)

Nosferatu: Quis custodiet ipsos custodes? (Chi controlla i controllori?)

Tremere: Do ut des (do affinché tu dia)

Toreador: Iniquum est collapsis manum non porrigere. (È cosa iniqua non porgere la mano a chi è caduto)