Logo Loading

Enter your keyword

Il Clan Toreador

“Tutte le persone conoscono il prezzo delle cose ma soltanto alcune ne conoscono il vero valore.” – Oscar Wilde

Il Clan della Rosa a Roma ha da sempre dimostrato che ogni fiore ha le sue spine.

Dai tempi di Cesare, questo Clan si è prodigato per la difesa di Roma, in particolare come controllore degli stessi Cainiti. La capacità di intuire la natura di una persona e muoversi di conseguenza è da sempre stata l’unica vera arma contro gli immortali, abituati a macchinazioni lunghe e complesse.

Molti di loro possono affermare di aver avuto in vita una famiglia di antiche e nobili origini, e nella non vita la loro stirpe può risalire a Cainiti abbracciati durante l’Antica Roma. Proprio per questo motivo, probabilmente, danno molto importanza sia alla bellezza che alle tattiche militari. Ma durante il 1798, durante l’attacco del Sabbat, il Pretore e Senatore Colonna incontrò la Morte Ultima, mentre tentava di difendere Roma.

Fu un duro colpo per il Clan, e la Camarilla decise di mandare un esterno, Jean Claude Rossini, per capire (e dare una forte impronta al nuovo nascente Principato) il da farsi.

Rossini prese il posto di Primogenito. Nessuno lo dice apertamente, ma in parte i Toreador condivisero l’infamia dei Lasombra: fu colpa loro se Roma era sguarnita. Il Pretore ricevette la punizione massima con la sua distruzione e quella di molti figli, ma in molti altri caddero? Ora suo figlio, Livio Cornelio Aldobrandini, ha preso il posto come Custode dell’Eliseo e ha dato più di una volta prova che lavora alacremente per ripulire il suo nome e quello del suo Sire.

Tra Rossini e Aldobrandini non corre buon sangue: da una parte un Cainita francese, di origine italiana e perfettamente integrato, ma con uno stampo completamente diverso dai nobili Toreador Romani. Dall’altra un Vampiro legato ad un concetto di bellezza e di etica molto più arcaico. Questo dualismo si riflette su tutto il Clan: alcuni amanti della bellezza fisica, altri della bellezza astratta, filosofi attratti dall’umanitá e il loro continuo cambiamento, altri concentrati sull’immortalità e lo studio della staticità, il congelamento del momento perfetto.

Soprannomi:

  •         Spine (i più dediti a Roma, attraverso la Spada e la preservazione della Masquerade)
  •         Francesi (termine dispregiativo usato da chi pensa che siano qui come occhi e orecchie della Camarilla Europea)

Quartiere gestito dal Clan: Prati, quartiere Coppedè

Discipline di Clan: Ascendente, Auspex, Velocità.

Difetto di Clan: soffrono di sindrome di Stendhal verso una determinata situazione, come un bacio, l’alba o un getto di sangue improvviso.

toreador

Cainiti influenti:

Jean Claude Rossini (toreador)

Jean Claude Rossini Primogenito del Clan Toreador di Roma.

Le lodi mi rendono umile, ma quando mi insultano so di aver toccato le stelle.”

Abbracciato a Parigi nel 1700, Rossini viene mandato a Roma dalla Camarilla, per controllare la situazione dopo il violento attacco del Sabbat del 1798. Si insedia subito come Primogenito del Clan, carica che detiene a tutt’oggi. Politico fine ma capace di scenate calcolate, pare che sia molto ricco e estremamente influente in alcuni ambiti artistici di alto livello ( pare che abbia messo lui lo zampino nel gemellaggio Roma-Parigi). Particolarmente legato alla Camarilla e alle sue leggi, è il primo a far notare, e a impuntarsi, se non si rispettano. Apprezza abbracciare persone utili, e anche gli artisti che prende sotto la sua ala protettrice sono artisti con grande tecnica e uno stile apprezzabile dalla massa.

(Disponibile come Sire)

Letizia Barberini

“Sono richiesta al… telefono? Di queste cose se ne occupa il mio ghoul.”

Ai suoi tempi… tutto era meglio. Il Clan era forte e non c’era il Sabbat. I “Francesi” (come chiama lei i Camarillici) ci hanno conquistato e rovinato ogni equilibrio. Ora l’Inquisizione freme, il Sabbat ha già assaggiato la carne tenera di Roma e ne vorrà di certo altra, governati da un Francese nel Clan e da un Principe Pazzo nell’Eliseo. Il Presente è un passato che è andato avanti, troppo avanti per i gusti di Letizia, che si è rinchiusa in se stessa e la sua decadenza. Concede l’abbraccio solo ad anime a lei affini: artisti, sognatori di un passato grandioso, persone eleganti e di bell’aspetto che si innamorano di lei alla follia. Pronti ad assecondarla in ogni modo, tutti gli infanti hanno un aspetto e un atteggiamento di altri tempi, in linea con le idee (e le voglie) di Letizia. In ogni caso, la più bella delle Rose, ha le sue Spine, e lei e la sua stirpe non sono da liquidare come semplici damerini.

(Disponibile come Sire)

Carlo di Leonardo Ginori – attuale Principe di Firenze

“Sono tanto semplici gli uomini, e tanto obediscano alle necessità presenti, che colui che inganna troverrà sempre chi si lascerà ingannare.” – Niccolò Macchiavelli

Importante mecenate, promuove l’arte e coltiva sia giovani talenti che utili amicizie influenti tra i mortali. Da giovane era un Toreador sfrontato, disposto a tutto pur di ottenere l’oggetto del suo desiderio, ma da quando è Principe (diversi secoli, ormai), ha imparato il valore della pazienza. Si vanta spesso che “il Principe” di Machiavelli è stato commissionato dai Medici sotto sua richiesta, e che ad oggi, se tutta la Camarilla mondiale adopera questo titolo, è solo grazie a lui.

Pare che avesse una stretta relazione epistolare con Cesare e che alla decisione di questo di abdicare e rifugiarsi nella Roma di Sotto, il Principe di Firenze abbia deciso di fargli un dono quantomeno bizzarro: un’urna funeraria, contenenti le ceneri della sua mano destra, ed un biglietto: “Se hai deciso di esiliarti dal mondo, porta almeno un mio frammento con te”

 

Livio-Cornelio-Aldobrandini-(Toreador)

Livio Cornelio Aldobrandini

Custode dell’Eliseo.

L’uomo d’azione è l’unica persona che abbia più illusioni del sognatore.”

Il suo Sire era il precedente (e infangato dopo la sua Morte Ultima) Pretore di Roma, e solo lui sente la possibilità di poter riportare giustizia al suo Clan. Il tempo ha tramutato quella ferita sanguinante in una cicatrice dolorosa, grazie alla grande efficenza di Aldobrandini. I suoi infanti sono la lama di Roma rivolta a se stessa, sia da un punto di vista fisico, che mentale. La Masquerade e la sicurezza di Roma vengono prima di tutto e collabora molto con gli attuali Pretori di Roma.

(Disponibile come Sire)

La Reginetta

“E la bestia guardò in faccia la bellezza. E tolse le sue mani dall’uccidere. E da quel giorno, essa fu come un morto.”

Se c’è un vampiro che meglio descrive il tormento del clan Toreador è la Reginetta, colei che venne scelta dal clan toreador per la leggendaria bellezza e che finì con l’essere abbracciata per amore da un sire giovane ed inesperto. La storia struggente narra che fu vittima di un incendio e che fu l’amore del sire a salvarla da morte certa e a condannarla al contempo al giogo eterno della deturpazione.Il giovane sire venne distrutto e a Reginetta fu concesso di sopravvivere. Prima di donare l’abbraccio sfregia con tagli più o meno vistosi i suoi prescelti indottrinandoli alla ricerca del bello piuttosto che al crogiolarsi in esso.

(Disponibile come Sire)

Milena Lupi (toreador)

Milena Lupi

Posso sopportare tutto, tranne un errore di stampa.”

Giornalista della vecchia guardia, il suo nome ancora è conosciuto tra i mortali, infatti risulta ancora in vita ed è una vecchia reporter ormai in pensione che scrive saggi. Ancora molto umana (e fiera di esserlo), grazie ai suoi contatti con le testate giornalistiche, è riuscita più di una volta a salvaguardare la Masquerade e a ottenere il permesso di abbracciare.

I suoi infanti sono giovanissimi, ancora si spacciano per mortali facilmente e sono strettamente collegati con ambienti utili per la preservazione della Masquerade, come giornalisti, burocrati del comune, ecc.

(Disponibile come Sire)

Cornelio Claudio Colonna

“Una strategia senza tattiche è il cammino più lento verso la vittoria. Le tattiche senza una strategia sono il clamore prima della sconfitta.” – Suntzi

Il fu pretore di Roma e Senatore del clan Toreador

Venne ucciso durante la Notte dei Lunghi Denti. Fu poi postumamente accusato di non essere riuscito a svolgere il suo compito. Sire di Livio Cornelio Aldobrandini

 

Cosa pensano degli altri Clan

Brujah: Sfiorarli la prima volta può quasi essere definita “un’esperienza”. Puoi chiaramente percepire in loro l’ardore della passione che li brucia da dentro. Ma ardore e capacità sono cose diverse. Sarà uno spettacolo vederli bruciare fino a consumarsi.

Gangrel: Avete mai sentito quell’odore muschiato, che alcuni roditori emettono quando sono particolarmente spaventati? Di questo puzzano i Gangrel che mi passano vicino. Di questo, e di senso di colpa.

Giovanni: Com’è possibile anche solo fermarsi a parlare con qualcuno che emana costantemente un sentore misto di putrefazione e sperma sanguigno? La cosa peggiore è rendersi conto che la donna vicino, la cugina, emana lo stesso identico fetore.

Lasombra: Ombre? Avete mai toccato qualcuno di loro? Velluto di qualità scadente.

Malkavian: Che gusto ha la carta vetrata? Che suono ha il colore rosso? Quant’è ruvida la loro risata?

Nosferatu: Vicino a loro verrai travolto da centinaia di odori nauseabondi: feci, vomito, sporco, sabbia, persino dall’odore del sangue di topo da cui si sono nutriti giorni prima. Eppure, se ti concentrerai attentamente, noterai la cosa davvero disgustosa: che sono privi di un odore proprio.

Tremere: Hanno occhi e capelli di colori diversi, altezze differenti, e particolari e uniche inflessioni di voce. Ma è al tatto che l’illusione svanisce: ruvidi e squadrati, sono tutti mattoni di un’unica strutta, privi di una vera identità.

Venture: Anche il più pregiato dei vini, se bevuto ogni sera, viene a noia, ma questo voi lo sapete bene. Chissà che sapore hanno la monotonia e il tedio.