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Il Clan Lasombra Antitribu

“Si dice che il sangue sia più denso dell’acqua. È quello che ci definisce, ci lega, ci maledice, per alcuni il sangue significa una vita di ricchezza e privilegi. Per altri una vita da servitù!” – Dark Shadow

I Lasombra sono un Clan presente a Roma fin dai tempi di Cesare. Quando furono fondate le sette del Sabbat e della Camarilla, i Lasombra erano un Clan perfettamente integrato nella società Cainita Romana da diversi secoli, al punto tale che il Cesare richiese un semplice rinnovo di giuramento di fedeltà per risolvere la diatriba.

I secoli passarono, e nel frattempo il Sabbat meditava vendetta: uno dei clan fondatori non poteva permettersi una fazione Antitribu così sfacciata.

Nella notte del 10 febbraio 1798, Roma fu attaccata dai francesi. E il Sabbat venne con loro.

L’attacco fu devastante e decimò il Clan Lasombra. Al confronto fu evidente come le perdite subite dagli altri Clan non fossero che una copertura per la rappresaglia o, peggio, un passatempo.

Gli equilibri che avevano resistito fino ad allora si erano definitivamente rotti. La rabbia e la frustrazione di tutta Roma si scagliarono sulle scarne vestigia di un Clan ridotto all’osso. Persino il nuovo Principe, malgrado gli riconobbe l’estraneità dei fatti, non gli concesse un Primogenito.

Ai giorni nostri, dopo oltre tre secoli da quegli avvenimenti, il Principe talvolta gli permette di assistere al Concilio e, ancor più raramente, gli concede la possibilità di Abbracciare. Nonostante il logorato Status, il Clan ha ancora dei territori a Roma e si rende utile con le loro conoscenze occulte, fornendo un’alternativa ai Tremere e ai Giovanni.

Soprannomi: le Ombre, più che per il loro potere, per la loro influenza a Roma:“Ombre di loro stessi”, “Ombre del loro passato”.

I Sopravvissuti.

Zone gestite dal Clan: Quartiere Parioli.

Discipline di Clan: Dominazione, Ottenebramento, Potenza.

Difetto di Clan: questo Clan non riflette la propria figura attuale negli specchi, ma bensì lo stato in cui sarebbe il loro corpo se il normale corso degli eventi avesse fatto il proprio dovere, ovvero un cadavere più o meno emaciato. Misticamente, anche gli abiti che indossano subiscono questo effetto, risultando laceri, logori e sporchi. Per questo motivo i Lasombra Antitribu potrebbero addirittura cadere in Frenesia se costretti a guardarsi in una superficie riflettente.

lasombra

Cainiti influenti:

Clarissa-Quintili-(lasombra)

Clarissa Quintili portavoce del Clan Lasombra

“I martiri non fanno le Chiese: ne sono il cemento o l’alibi. Poi vengono i preti e i bigotti.“ – Albert Camus

Una delle Lasombra Antitribu più anziane di Roma, questo non la salva dall’essere comunque considerata poco più di un Cainita di Roma. Di origine borghese, rappresenta appieno tutta la decadenza dell’attuale stato del Clan: pronta spesso a chinarsi per evitare umiliazioni più grandi al Clan, ma comunque sempre con un asso nella manica per evitare di essere perseguitati. Ha avuto in passato la possibilità di abbracciare solo dopo eccezionali dimostrazioni di fedeltà a Roma.

(Disponibile come Sire)

Tancredi La Torre

“Hai rovinato tutto, devi mettere più nero.”

Nato da famiglia ricchissima ne fu rampollo dedito a sprechi, stravaganze e vizi per gran parte della vita. Divenne vampiro nei primi anni dell’800, epoca in cui, depresso e consumato dalle droghe, trovava rifugio quasi esclusivamente nella pittura. Artista dallo stile controverso ed ermetico La Torre ha sempre sostenuto che lo scandalo che lo vide coinvolto con la Baronessa Odescalchi dei ventrue fosse una macchinazione ad opera dei toreador gelosi della sua arte.
Ritiratosi dalla vita pubblica ed ossessionato dai quadri e dalla fotografia, ormai da decenni dedica il proprio tempo alla ricerca del talento supremo e a seguire le cure del Malkavian Alessandro Dell’Oro il quale gli ha già diagnosticato un disordine di carattere ossessivo compulsivo e la sindrome di Tourette. Sono sconosciute le ragioni che spinsero il Principe Specchio a concedergli il permesso di creare progenie.

(Disponibile come Sire)

Cosa pensano degli altri Clan

Brujah: Figli di Cartagine, soffrite tanto per una ferita simile alla nostra, disprezzati per un crimine che non avete compiuto. Dovrei provare empatia nei vostri confronti, eppure l’unica cosa che provo guardandovi è pietà.

Gangrel: Non m’importa quello che dicono gli altri. Voi c’eravate. Non importa quanto vi sentiate assolti, siete comunque colpevoli.

Giovanni: Mi disgusti. Molto più di quanto mi possa permettere di dare a vedere. Ma, in tempi di grande necessità, si dovrebbe valutare attentamente ogni possibilità.

Malkavian: Non ho bisogno di nessun consulto, Dottore, ne di assistenza alcuna. Se c’è una cosa di cui non ho bisogno ora, è proprio di uno specchio che mi rimandi indietro un’immagine vuota e falsa.

Nosferatu: Il mio Sire è morto in nome dell’alleanza fra i nostri clan. Sarebbe come sputare sulle sue ceneri se io facessi anche solo un passo indietro. Fra noi nulla è cambiato, Cesare.

Toreador: Ti consiglio di sparire molto velocemente dalla mia vista, piccola rosa. Voi ci avete privato di tutto. Questo, d’altro canto, vuol dire che non ho più nulla da perdere, e neanche immagini quanto questo mi renda pericoloso.

Tremere: E voi sareste la luce del futuro? Il nostro faro del domani? Se è così mi accontenterò delle ombre e delle polveri di ieri. Meglio nessun futuro che un futuro gomito a gomito con voi.

Venturue: Ci credete piegati, sconfitti. Ombre silenziose non più degne di considerazione. Presta attenzione alla luce in cui ora ti crogioli, Nobile, poiché l’ombra che proietti si fa sempre più lunga.