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Il Clan Giovanni

Ho tutte le caratteristiche di un essere umano: carne, sangue, pelle e capelli. Ma non un solo, chiaro e identificabile sentimento, a parte l’avidità e il disgusto.”  American Psyco

Come i Tremere, il Clan Giovanni non ebbe particolare influenza a Roma per molti secoli, malgrado il loro paese di origine sia Venezia, e anche dopo la creazione della Camarilla, questo Clan rimase sempre esterno alla Setta, ma rispettoso delle cariche e ben conscio delle regole da rispettare. In questo periodo il Clan fu più “usato” per risolvere dei problemi di natura mistica a Roma, e pagato sempre con favori o ricchezze. Di recente il “Velo si sta assottigliando” tra il mondo dei vivi e quello dei morti (o almeno così asseriscono loro) e i problemi che riguardano Spettri a Roma, non possono più essere ignorati.

Per questo motivo, durante il ventennio Fascista, i Giovanni riuscirono ad ottenere il controllo di alcune zone dell’Eur, che sembrava quasi costruito apposta per ospitarli.

A differenza di tutti gli altri clan “ospiti” hanno quindi il vero e proprio controllo su alcune parti di Roma, e questo spesso gli fa alzare la cresta.

Non possiedono un Primogenito presso il Concilio, ma un Portavoce del Clan che, a discrezione del Concilio, può partecipare con diverse clausole.

Sono la dimostrazione tangibile che un Clan utile e pronto ad aiutare Roma, può ottenere enormi vantaggi.

Soprannomi: i Veneziani (si può intendere sia come neutro che come dispregiativo a seconda del contesto), Scopaossa (molto dispregiativo, nata da una leggenda urbana di alcuni neonati che giurano di averli visti fare pratiche di questo genere con dei resti umani).

Zone gestite dal Clan: tutti gli Ospiti hanno una zona di Caccia presso la zona di Termini e Piazza Vittorio, chiamata “Porto Franco”, inoltre i Giovanni hanno il riconoscimento da parte di Roma di alcune zone dell’Eur.

Discipline di Clan:  Dominazione, Necromanzia, Potenza.

Difetto di Clan: : il loro morso provoca un dolore indicibile nella vena da cui si nutrono, rendendo molto difficoltoso il nutrirsi o il cacciare senza violare la Masquerade. I più anziani chiamano questo difetto “Bacio della Lamia”, ma ben pochi altri ricordano cosa significhi.

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Cainiti influenti:

Ettore-Giovanni-(giovanni)

Alvise Giovanni

passami il Primogenito Brujah… Ti ho detto di passarmelo subito o quanto è vero ti ammazzo la cugina, e non quella brutta, quella che ti scopi, figlio di puttana!

moderato, affabile, generoso: questi tre aggettivi rappresentano l’antitesi di questo Giovanni. Fu lui a portare avanti gli affari durante il periodo fascista a Roma, il periodo di maggior crescita del Clan. Ora, stanziato in un altro luogo di interesse, da circa un decennio ha lasciato ai suoi figli e i figli dei suoi figli, le redini su Roma.
Malgrado la sua assenza fisica, Alvise è in stretto collegamento con i suoi infanti grazie alla moderna tecnologia ed è pronto a far sentire la sua mano pesante in caso di insuccesso.

(Disponibile come Sire)

Ettore Giovanni Portavoce del Clan Giovanni

Mio Zio… Ehm… Alvise Giovanni, le vorrebbe parlare. Si, è al cellulare… Certo che può aspettare! come può aspettare quell’informazione che voleva, giusto? Ah, sì, ecco, glielo passo subito.

Imparentato in vita con Alvise Giovanni, e in morte come suo infante, Ettore Giovanni è ora il rappresentante del Clan Giovanni a Roma. Molto affabile e disponibile, sa il fatto suo, e sa come far pesare i Favori che la città di Roma gli deve. Essendo il primo infante di Alvise (almeno a Roma) viene considerato il portavoce del Clan Giovanni.

(Disponibile come Sire)

Valentino Giovanni

“Mi rendo conto che la parcella è particolarmente alta, ma il nostro lavoro è stato eseguito celermente e nella massima professionalità. Capisco. Allora facciamo così: accetterò come pagamento quella collana di perle che trovò 50 anni fa quando si stabilì in questo rifugio. Come faccio a saperlo non la riguarda. Affare fatto?”

Seppur discendendo dallo stesso Sire di Alvise, i due Fratelli sono profondamente diversi. Elegante, cordiale, sempre molto sottile in ogni suo gesto ed in ogni sua affermazione, Valentino Giovanni gira i salotti e gli Elisei dei domini del Nord ed il Centro Italia, sempre pronto a risolvere i problemi di natura spiritica o economica dei Vampiri più facoltosi e potenti. Come Alvise è perfettamente conscio dei suoi obbiettivi, ma sa anche che essere un immortale padrone della morte vuol dire avere tutto il tempo per raggiungerli. La sua idea di potere non deriva dallo scardinare o dal porsi come alternativa al sistema di politica romana, bensì dal amalgamarsi con la stessa. Il suo desiderio è che uno dei suoi infanti ricopra presto il ruolo di arpia…e perché no, che in futuro uno della sua stirpe possa sedersi al consiglio dei primogeniti senza più tutte quelle fastidiose restrizioni riservate al Clan Giovanni.

(Disponibile come Sire)

Elettra Giovanni

“Chiamami… Nonna.”

Elettra Giovanni è la rappresentante del clan Giovanni a Firenze. Intrappolata in un corpo da dodicenne da svariati secoli, è la dimostrazione sul perché non bisogna abbracciare bambini. Feroce e assetata di potere, Elettra sta cercando di allungare le sue manine su Roma. A causa di un decreto del Principe Specchio però Elettra non potrà mai entrare a Roma e manda i suoi infanti per “aiutare” i Giovanni di Alvise e a far capire che in caso di fallimento delle progenie di Alvise, c’è una vera anziana pronta a dare un aiuto alla città eterna. Elettra abbraccia solitamente uomini e unicamente persone adulte, forse per non dannare un altro cainita al suo stesso destino.

(Disponibile come Sire)

Cosa pensano degli altri Clan

Brujah: E’ sempre apprezzabile vedere come la Società di Tuleda sia così interessata ai reperti del passato, ma, attenti a non scavare troppo. Rischiate di fare la fine dei nazisti in Indiana Jones.

Gangrel: Sarebbe così bello poterli relegare allo stupido ruolo di “cani da guardia del dominio”, eppure non possiamo ignorare come oltre il Velo, la terra stessa sussurri il loro nome.

Lasombra: Ciò che è accaduto quella notte è terribile, e quasi ci sembra di poter percepire il vostro dolore, e poter intravedere il profilo del vostri fratelli caduti. Beh, non esattamente “quasi”.

Malkavian: Sempre pronti a prendere le distanze da noi, definendo i nostri metodi “arretrati e frutto di antiche superstizioni”. Eppure ci guardano con profondo interesse, bramando una conoscenza a cui mai avranno accesso.

Nosferatu: Siamo grati per l’ospitalità che a suo tempo Cesare ci concesse per i nostri servizi, e siamo pronti a dimostrare nuovamente ai Custodi quanto hanno bisogno di noi.

Toreador: Così tanto dolore, così tanta rabbia. Da dopo quella notte, le intemperie oltre il Velo non sono più cessate. Probabilmente dovremmo ringraziarvi.

Tremere: Iene, come noi, ma non molleremo questa carcassa tanto facilmente. Questa notte qualcuno resterà digiuno.

Ventrue: Eravamo tutti presenti alla commemorazione per Chigi della gens Cornelia, ed è ancora vivido il ricordo dei suoi infanti con le guance rigate di sangue. Eppure, più di un secolo dopo, mi domando: chi ci ha davvero guadagnato?